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La città

 

Urbino e il suo paesaggio incantato

Accoglienza, tranquillità, cultura, buon cibo e incantevoli paesaggi a perdita d'occhio: ecco ciò che attende a chi sceglie di venire a Urbino.

Espressione ideale della civiltà italiana per la sua arte, la sua storia e il suo paesaggio, la città si eleva tra due amene valli, fondendosi armoniosamente con le verdi colline che la circondano.

A due passi dal Mare Adriatico e dalle cime dell'Appennino centrale, Urbino ha una posizione invidiabile che permette di godere a tutto tondo del variegato territorio italiano.

Le sue origini risalgono al IV secolo a.C. Furono i Romani che diedero alla città la sua caratteristica forma originaria, simile alla prua di una nave, battezzandola Urvinum Metaurense.

Sotto i duchi di Montefeltro Urbino subì una grande trasformazione, diventando una delle più belle città del Rinascimento italiano. Soprattutto il duca Federico da Montefeltro, grande condottiero e uomo di cultura, contribuì a quest'opera. Egli riunì, infatti. alla sua corte gli architetti Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini e fece costruire loro l'odierno palazzo ducale, autentico gioiello dell'ingegno italiano.

 Un modello da imitare

Questa «città in forma di palazzo», come l’ha definita Baldassarre Castiglione nel suo Cortegiano, con la sua animata vita di corte divenne un modello per tutta la penisola. L'avvicendarsi di pittori come Piero della Francesca, Paolo Uccello, Melozzo da Forlì, Giusto di Gand e Pedro Berruguete, scrittori come Baldassarre Castiglione e Pietro Bembo, architetti come Leon Battista Alberti e Bramante, filosofi, i matematici Luca Pacioli e Paulus von Middelburg, i poeti Bernardo e Torquato Tasso, il musicista Ottaviano Petrucci da Fossombrone diede grande lustro a Urbino.

Città di artisti, matematici e scrittori

Raffaello Sanzio, la cui casa natia è ancora visitabile, è sicuramente il cittadino più illustre di Urbino.

Qui sono nati altri personaggi importanti della cultura italiana come l’architetto Girolamo Genga, il pittore Federico Barocci, il matematico Federico Comandino, l’architetto e matematico Muzio Oddi; nel Novecento lo scrittore Paolo Volponi che fino alla sua morte nel 1994 è rimasto intimamente legato alla sua città natale.

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